Vi segnalo una pillola di saggezza tratto da http://ascensione.splinder.com/post/11811726/Pillola+di+Saggezza+n.4, in cui mi ritrovo pienamente.
Spesso la moda viene vista criticamente, denigrandola proprio perché è esteriore e quindi non ha alcun valore. Emblematico il rapporto con la moda dei filosofi antichi come Socrate, che andava in giro scalzo e sempre con gli stessi vestiti. Sono d'accordo che l'abito non fa il monaco, ma proprio per questo la moda non è da rifiutare in sé. Infatti, come si dice nell'articolo, non ci può essere una definizione di giusto o sbagliato, quando quel qualcosa non ha alcun valore intrinseco. Tanto più che la moda è un qualcosa di soggettivo, e quindi ognuno è libero di comportarsi a suo piacimento, nel rispetto di sé stesso e gli altri.
La moda è la più eccellente delle farse, quella in cui nessuno ride perché tutti vi recitano (André Suarès)
In effetti la moda possiede tutte le qualità della farsa: il carattere popolare, la comicità buffonesca, le azioni veloci ricche di intrighi,equivoci,colpi di scena, per lo più di breve durata...ma soprattutto, l'essere un intermezzo o un pezzo finale di spettacoli seri!
E' senza dubbio una farsa, una mera finzione sociale, e tutto sommato se riusciamo a vederla per quello che è non dovremmo mai opporci alle sue tendenze,per un semplice motivo: nessuno può avere un'idea corretta su ciò che non ha alcun valore intrinseco! Ciò che è superficiale è relativo per definizione,dipende dall'ambiente in cui viviamo. Impariamo quindi a vivere con serenitàgli usi e costumi della società e godiamoci la vita, tanto non è l'abito che fa il monaco! E chi pensa il contrario, peggio per lui, non si godrà mai veramente lo spettacolo della vita, il gioco, e prenderà tutto maledettamente sul serio a partire da se stesso.
Certo, ci sono cose da prendere sul serio e sono quelle che vanno al di làdell'apparenza, quelle che riguardano l'interiorità delle persone, le loro emozioni ed i loro pensieri, o i misteri della vita. Sono quelle che contano veramente, il resto è teatro.
L'importante, come sempre, è il buon senso, il senso della misura, e mantenere un equilibrio tra "palco e realtà", come direbbe il buon Ligabue(non il pittore eh!). Vedere il palco come palco, e la realtà come realtà. Facile a dirsi e non a farsi, lo so, dopo tutto non sta forse qui tutto il lavoro spirituale per un essere umano?
Quindi viva la leggerezza, basta che non decada tristemente in banalità.Perché il superficiale è bello, purché di qualità! E la definizione di qualità,su ciò che non ha alcun valore intrinseco, si limita al rispettare il pensiero, le emozioni ed il corpo, propri ed altrui. Fintantoché ciò avviene, non si cade nella banalità. Ma purtroppo molti sembrano avere una grossa confusione su cosa sia il rispetto, ahimé...questione di consapevolezza,direbbe un mio amico.
domenica 27 gennaio 2008
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