sabato 12 dicembre 2009

Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private.

Bell'articolo che, in modo coraggioso, riflette sul vero problema del sistema monetario odierno.
Tratto da: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolostampa-id=406009-page=1-comments=1

Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private
di Redazione

Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio. Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

mercoledì 2 dicembre 2009

Riflessione sulle Aspettative

Riflessione sulle aspettative
By Ambro

Tra i pensieri distorti che uno Spirito incarnato deve rilasciare, per manifestare sempre più la sua purezza ed avere successo, ci sono le aspettative. Queste, come le altre forme di distorsione di pensiero, sono legate all’ego. In questo caso sono un attaccamento che riguarda il futuro. Tali pensieri dipendono dall’energia e dalla vibrazione in cui ci si trova. Solo l’energia magnetica permette infatti di vivere il presente, ed ascendere significa proprio vivere tale stato d’essere sempre più.

Tutti i pensieri distorti, quindi, presenti in base alla vibrazione in cui ci si trova, tendono a non far vivere il presente, perché non permettono allo Spirito di potersi manifestare in modo completo. Le aspettative rientrano in quest’ambito. Generalmente sono legate a dei cambiamenti futuri o comunque a degli eventi che avverranno. La limitazione è rappresentata dal fatto che tali aspettative hanno in sé la paura sottostante che tali eventi non si verifichino. In tal modo, si attira proprio ciò che si teme! Ricordiamo, a questo proposito, che è sempre l’ego che ostacola la realizzazione dei desideri dello Spirito, distogliendolo da ciò che è veramente importante, creando cioè bisogni illusori. Le aspettative, infatti, possono essere solo un desiderio dell’ego, che si focalizza in uno stato d’essere futuro. Lo Spirito infatti non tende a focalizzarsi tanto sugli eventi, passati o futuri, ma cerca di apprezzare ogni situazione che avviene, cercandone il senso più recondito. Lo Spirito, cioè, va al di là degli eventi, sapendo che ogni cosa avviene perché c’è una lezione sottostante da imparare.

Come avviene per tutti i pensieri distorti, anche nelle aspettative possiamo riscontrare una mancanza di fede nell’Assoluto. D’altronde solo in questo modo si può originare una corrispondente limitazione della consapevolezza di uno Spirito incarnato: consapevolezza e fede sono collegate e interconnesse. La fede infatti rappresenta la caratteristica intrinseca di ogni anima, che conosce la fonte da cui è stata originata: Dio. E solo una mancanza di fede, quindi, può generare tali pensieri distorti. Occorre, a questo punto, aggiungere la considerazione che tali discorsi non contengono giudizi e pregiudizi riguardo alle aspettative, come verso ogni altro pensiero distorto. Tali pensieri infatti rappresentano la manifestazione dell’amore distorto, che sempre amore è, ma non puro. In altre parole un individuo ha in sé i pensieri che si merita, ossia che sono giusti per lui in un determinato momento. Solo con la ferrea volontà di ascendere i pensieri possono essere via via purificati.

Rilasciare le aspettative significa vivere i cambiamenti o gli eventi futuri per quelli che sono: una manifestazione di Dio nella vita pratica. Con le aspettative si dimentica il vero motivo per cui accadono gli eventi, che sono infallibilmente diretti dagli angeli, coloro che si occupano del passaggio della realtà dal piano eterico a quello fisico. Si dimentica anche il fatto che non c’è un momento più giusto di un altro, ma ogni momento è giusto per la consapevolezza di quell’istante, e quindi ogni evento è in realtà una benedizione.

In ultima analisi, le aspettative non permettono di vivere la realtà per quella che è, ossia in modo neutrale. Ogni momento rappresenta infatti la manifestazione dell’Assoluto, ma solo ascendendo si può incorporare veramente tale concetto, manifestandolo sempre più nella vita di tutti i giorni. Le aspettative, invece, rappresentano proprio l’attribuire troppa importanza a determinati eventi; e questo, anche considerando la cosa sul piano umano, porta molte difficoltà nella vita pratica.

A conclusione di tali riflessioni consigliamo di intendere di rilasciare tutte le aspettative, al fine di ascendere nell’energia puramente magnetica. A tal fine si consiglia di chiedere il supporto di Dio/Dea tutto ciò che è, della propria anima, del regno angelico e della Madre Terra.