Innocenza interiore
By Ambro
Una caratteristica che delinea l’evoluzione di un essere è sicuramente l’innocenza o purezza interiore. Questa è tanto maggiore quanto un essere lavora per rilasciare i propri pensieri limitanti. Con innocenza non si intende ingenuità, dato che l’intelligenza è direttamente proporzionale al proprio livello di evoluzione. Innocenza significa invece vedere la realtà per quella che è, senza giudizi, pregiudizi, paure, ecc che limitano molto la comprensione umana.
La perdita della purezza originaria, con la caduta di consapevolezza, ha fatto venir meno la distinzione tra mezzo e fine. Questa distinzione permette di approcciare in modo puro la realtà, andando al di là di essa; sapendo che ciò che è importante è l’Essenza, cioè lo Spirito. Il corpo è il mezzo tramite cui le anime fanno delle esperienze e quindi il dolore, ad esempio, può avere una notevole importanza per l’anima, in quanto fa apprendere determinate lezioni, necessarie per la crescita. Il fine per la nostra anima, dunque, sta al di là delle esperienze da noi vissute e solo comprendendo ciò possiamo agevolare l’evoluzione del nostro Spirito.
L’innocenza viene solitamente attribuita ai bambini, spesso come fattore negativo, ossia di non conoscenza del mondo che ci circonda. In realtà è proprio la vera conoscenza delle cose che ci permette di eliminare paure, giudizi e pregiudizi; ad esempio si ha paura di quel che non si conosce. I bambini, stando a contatto con individui spesso influenzati dai pensieri della società, perdono facilmente la loro purezza. Inoltre la società, così fortemente egoistica ed attaccata ai beni materiali, non incentiva comportamenti puri, dando invece molta importanza ad esempio a ciò che si possiede, al successo, ecc.
Tali comportamenti sono la conseguenza di pensieri distorti, che si concentrano su come le cose appaiono e non su come sono in realtà. La verità è invece che la felicità dipende dalla consapevolezza, e non da ciò che si possiede al di là dei beni necessari. Con ciò non si vuol affermare l’abbandono delle proprietà, ma si vuol sottolineare il fatto che solo purificando i nostri pensieri possiamo aumentare il nostro benessere interiore. Il consumismo sfrenato, ad esempio, rappresenta il cercare di colmare un nostro vuoto interiore. Ma in tal modo non si potrà mai colmare tale mancanza, proprio perché essa dipende dai nostri pensieri che abbiamo deciso di accettare, consciamente o no. Dunque solo lavorando su di essi possiamo migliorare il nostro atteggiamento verso la vita.
L’innocenza consiste dunque nel vedere la realtà in tutti i suoi aspetti, con la consapevolezza che ogni esperienza è un mezzo che ha un fine più elevato. Nel caso della condizione sociale, ad esempio, essa è stata scelta dalla nostra anima. L’anima, infatti, sceglie le esperienze che possono meglio metterci davanti ai nostri limiti. Occorre dunque rilasciare tutto ciò che non ci permette di avere un approccio puro verso la realtà, perché questo è l’unico metodo per evolvere. L’ascensione, che è il portare la Luce nella materia, si concretizza poi in vari modi: uno di questi è l’aumento dell’innocenza, definita come l’assenza di limitazioni nei nostri pensieri, sostituendo, ad esempio, i giudizi(carichi emotivamente) con le opinioni(pure), nonché con l’eliminazione di tutti i pensieri dogmatici.
A conclusione di queste riflessioni si consiglia di intendere di rilasciare tutti i propri pensieri limitanti, per recuperare sempre più l’innocenza, ossia la purezza di approccio. A tal fine si consiglia di chiedere il supporto di Dio/Dea tutto ciò che è, della propria anima, del regno angelico e della Madre Terra.
mercoledì 5 maggio 2010
sabato 12 dicembre 2009
Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private.
Bell'articolo che, in modo coraggioso, riflette sul vero problema del sistema monetario odierno.
Tratto da: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolostampa-id=406009-page=1-comments=1
Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private
di Redazione
Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio. Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.
Tratto da: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolostampa-id=406009-page=1-comments=1
Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private
di Redazione
Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio. Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.
mercoledì 2 dicembre 2009
Riflessione sulle Aspettative
Riflessione sulle aspettative
By Ambro
Tra i pensieri distorti che uno Spirito incarnato deve rilasciare, per manifestare sempre più la sua purezza ed avere successo, ci sono le aspettative. Queste, come le altre forme di distorsione di pensiero, sono legate all’ego. In questo caso sono un attaccamento che riguarda il futuro. Tali pensieri dipendono dall’energia e dalla vibrazione in cui ci si trova. Solo l’energia magnetica permette infatti di vivere il presente, ed ascendere significa proprio vivere tale stato d’essere sempre più.
Tutti i pensieri distorti, quindi, presenti in base alla vibrazione in cui ci si trova, tendono a non far vivere il presente, perché non permettono allo Spirito di potersi manifestare in modo completo. Le aspettative rientrano in quest’ambito. Generalmente sono legate a dei cambiamenti futuri o comunque a degli eventi che avverranno. La limitazione è rappresentata dal fatto che tali aspettative hanno in sé la paura sottostante che tali eventi non si verifichino. In tal modo, si attira proprio ciò che si teme! Ricordiamo, a questo proposito, che è sempre l’ego che ostacola la realizzazione dei desideri dello Spirito, distogliendolo da ciò che è veramente importante, creando cioè bisogni illusori. Le aspettative, infatti, possono essere solo un desiderio dell’ego, che si focalizza in uno stato d’essere futuro. Lo Spirito infatti non tende a focalizzarsi tanto sugli eventi, passati o futuri, ma cerca di apprezzare ogni situazione che avviene, cercandone il senso più recondito. Lo Spirito, cioè, va al di là degli eventi, sapendo che ogni cosa avviene perché c’è una lezione sottostante da imparare.
Come avviene per tutti i pensieri distorti, anche nelle aspettative possiamo riscontrare una mancanza di fede nell’Assoluto. D’altronde solo in questo modo si può originare una corrispondente limitazione della consapevolezza di uno Spirito incarnato: consapevolezza e fede sono collegate e interconnesse. La fede infatti rappresenta la caratteristica intrinseca di ogni anima, che conosce la fonte da cui è stata originata: Dio. E solo una mancanza di fede, quindi, può generare tali pensieri distorti. Occorre, a questo punto, aggiungere la considerazione che tali discorsi non contengono giudizi e pregiudizi riguardo alle aspettative, come verso ogni altro pensiero distorto. Tali pensieri infatti rappresentano la manifestazione dell’amore distorto, che sempre amore è, ma non puro. In altre parole un individuo ha in sé i pensieri che si merita, ossia che sono giusti per lui in un determinato momento. Solo con la ferrea volontà di ascendere i pensieri possono essere via via purificati.
Rilasciare le aspettative significa vivere i cambiamenti o gli eventi futuri per quelli che sono: una manifestazione di Dio nella vita pratica. Con le aspettative si dimentica il vero motivo per cui accadono gli eventi, che sono infallibilmente diretti dagli angeli, coloro che si occupano del passaggio della realtà dal piano eterico a quello fisico. Si dimentica anche il fatto che non c’è un momento più giusto di un altro, ma ogni momento è giusto per la consapevolezza di quell’istante, e quindi ogni evento è in realtà una benedizione.
In ultima analisi, le aspettative non permettono di vivere la realtà per quella che è, ossia in modo neutrale. Ogni momento rappresenta infatti la manifestazione dell’Assoluto, ma solo ascendendo si può incorporare veramente tale concetto, manifestandolo sempre più nella vita di tutti i giorni. Le aspettative, invece, rappresentano proprio l’attribuire troppa importanza a determinati eventi; e questo, anche considerando la cosa sul piano umano, porta molte difficoltà nella vita pratica.
A conclusione di tali riflessioni consigliamo di intendere di rilasciare tutte le aspettative, al fine di ascendere nell’energia puramente magnetica. A tal fine si consiglia di chiedere il supporto di Dio/Dea tutto ciò che è, della propria anima, del regno angelico e della Madre Terra.
By Ambro
Tra i pensieri distorti che uno Spirito incarnato deve rilasciare, per manifestare sempre più la sua purezza ed avere successo, ci sono le aspettative. Queste, come le altre forme di distorsione di pensiero, sono legate all’ego. In questo caso sono un attaccamento che riguarda il futuro. Tali pensieri dipendono dall’energia e dalla vibrazione in cui ci si trova. Solo l’energia magnetica permette infatti di vivere il presente, ed ascendere significa proprio vivere tale stato d’essere sempre più.
Tutti i pensieri distorti, quindi, presenti in base alla vibrazione in cui ci si trova, tendono a non far vivere il presente, perché non permettono allo Spirito di potersi manifestare in modo completo. Le aspettative rientrano in quest’ambito. Generalmente sono legate a dei cambiamenti futuri o comunque a degli eventi che avverranno. La limitazione è rappresentata dal fatto che tali aspettative hanno in sé la paura sottostante che tali eventi non si verifichino. In tal modo, si attira proprio ciò che si teme! Ricordiamo, a questo proposito, che è sempre l’ego che ostacola la realizzazione dei desideri dello Spirito, distogliendolo da ciò che è veramente importante, creando cioè bisogni illusori. Le aspettative, infatti, possono essere solo un desiderio dell’ego, che si focalizza in uno stato d’essere futuro. Lo Spirito infatti non tende a focalizzarsi tanto sugli eventi, passati o futuri, ma cerca di apprezzare ogni situazione che avviene, cercandone il senso più recondito. Lo Spirito, cioè, va al di là degli eventi, sapendo che ogni cosa avviene perché c’è una lezione sottostante da imparare.
Come avviene per tutti i pensieri distorti, anche nelle aspettative possiamo riscontrare una mancanza di fede nell’Assoluto. D’altronde solo in questo modo si può originare una corrispondente limitazione della consapevolezza di uno Spirito incarnato: consapevolezza e fede sono collegate e interconnesse. La fede infatti rappresenta la caratteristica intrinseca di ogni anima, che conosce la fonte da cui è stata originata: Dio. E solo una mancanza di fede, quindi, può generare tali pensieri distorti. Occorre, a questo punto, aggiungere la considerazione che tali discorsi non contengono giudizi e pregiudizi riguardo alle aspettative, come verso ogni altro pensiero distorto. Tali pensieri infatti rappresentano la manifestazione dell’amore distorto, che sempre amore è, ma non puro. In altre parole un individuo ha in sé i pensieri che si merita, ossia che sono giusti per lui in un determinato momento. Solo con la ferrea volontà di ascendere i pensieri possono essere via via purificati.
Rilasciare le aspettative significa vivere i cambiamenti o gli eventi futuri per quelli che sono: una manifestazione di Dio nella vita pratica. Con le aspettative si dimentica il vero motivo per cui accadono gli eventi, che sono infallibilmente diretti dagli angeli, coloro che si occupano del passaggio della realtà dal piano eterico a quello fisico. Si dimentica anche il fatto che non c’è un momento più giusto di un altro, ma ogni momento è giusto per la consapevolezza di quell’istante, e quindi ogni evento è in realtà una benedizione.
In ultima analisi, le aspettative non permettono di vivere la realtà per quella che è, ossia in modo neutrale. Ogni momento rappresenta infatti la manifestazione dell’Assoluto, ma solo ascendendo si può incorporare veramente tale concetto, manifestandolo sempre più nella vita di tutti i giorni. Le aspettative, invece, rappresentano proprio l’attribuire troppa importanza a determinati eventi; e questo, anche considerando la cosa sul piano umano, porta molte difficoltà nella vita pratica.
A conclusione di tali riflessioni consigliamo di intendere di rilasciare tutte le aspettative, al fine di ascendere nell’energia puramente magnetica. A tal fine si consiglia di chiedere il supporto di Dio/Dea tutto ciò che è, della propria anima, del regno angelico e della Madre Terra.
giovedì 30 aprile 2009
Fede ed Ascensione
Fede ed Ascensione
by Ambro
In questo scritto si parlerà della fede, e dell’importanza che ha nella crescita spirituale. Un essere in ascensione infatti, avvicinandosi sempre più a Dio, manifesta la Vera Fede nella propria vita. Questa può aumentare tanto più si elimina la separazione tra uomo e Dio, costituita dalla barriera dell’Ego. Quest’ultimo infatti è la conseguenza della separazione progressiva dalla Luce o Spirito ed ha causato sempre più la limitazione della comprensione della realtà. La Vera Fede, infatti, non è in contrasto con una comprensione pura e completa di ciò che ci circonda.
La fede consiste nel comprendere che tutto ciò che ci accade è perfettamente diretto da Dio, l’essere che sa tutto e conosce le esperienze migliori di cui le anime incarnate devono prendere coscienza. I pensieri egoici, invece, tendono a far prendere troppo sul serio ciò che ci accade, concentrandosi di volta in volta su ciò che appaga i desideri dell’ego.
Allontanandosi sempre più da Dio, gli uomini hanno perso l’importanza della fede, che proprio perché fa comprendere che tutto ciò che esiste ha un senso, permette di liberarsi da tutti i pensieri limitanti caratteristici degli esseri umani. Gli uomini, con la caduta di consapevolezza, hanno scelto un amore condizionato, appunto dai pensieri limitanti, rispetto al vero Amore, cioè incondizionato.
Ciò ha causato la perdita della comprensione che ogni singolo evento è una manifestazione di Dio, e per tanto dell’Amore. Solo con la fede e la conseguente crescita spirituale si può apprezzare la vita per quella che è, proprio perché in tutte le sue sfaccettature manifesta la volontà di Dio. La vita viene quindi amata in toto, in tutte le sue manifestazioni, e ciò è conseguenza di un aumento progressivo di consapevolezza, che permette di comprendere sempre più in modo completo la realtà.
In altre parole si può affermare che solo la Fede ci permette di guarire da tutti i nostri mali, che sono interiori, cioè delle limitazioni del nostro pensiero. Ma la Fede può aumentare solo in modo proporzionale all’incorporamento dello Spirito nella forma. E’ questi che permette di liberarsi dai pensieri egoici, che hanno la presunzione di essere la fonte del proprio appagamento, in tal modo compiendo un atto di presunzione verso l’Assoluto.
A conclusione di tali ragionamenti, si consiglia di intendere di incorporare la Vera Fede, che è fiducia nell’Assoluto, che permette di comprendere sempre meglio la vera essenza delle cose, che non sta nella pura materialità, cosa su cui ci si focalizza tanto più si è lontani dallo Spirito. Ciò non significa vedere in modo negativo la materialità, ma viverla in modo neutrale, ossia con l’unica emozione pura in cui lo Spirito vive, cioè il Vero Amore.
by Ambro
In questo scritto si parlerà della fede, e dell’importanza che ha nella crescita spirituale. Un essere in ascensione infatti, avvicinandosi sempre più a Dio, manifesta la Vera Fede nella propria vita. Questa può aumentare tanto più si elimina la separazione tra uomo e Dio, costituita dalla barriera dell’Ego. Quest’ultimo infatti è la conseguenza della separazione progressiva dalla Luce o Spirito ed ha causato sempre più la limitazione della comprensione della realtà. La Vera Fede, infatti, non è in contrasto con una comprensione pura e completa di ciò che ci circonda.
La fede consiste nel comprendere che tutto ciò che ci accade è perfettamente diretto da Dio, l’essere che sa tutto e conosce le esperienze migliori di cui le anime incarnate devono prendere coscienza. I pensieri egoici, invece, tendono a far prendere troppo sul serio ciò che ci accade, concentrandosi di volta in volta su ciò che appaga i desideri dell’ego.
Allontanandosi sempre più da Dio, gli uomini hanno perso l’importanza della fede, che proprio perché fa comprendere che tutto ciò che esiste ha un senso, permette di liberarsi da tutti i pensieri limitanti caratteristici degli esseri umani. Gli uomini, con la caduta di consapevolezza, hanno scelto un amore condizionato, appunto dai pensieri limitanti, rispetto al vero Amore, cioè incondizionato.
Ciò ha causato la perdita della comprensione che ogni singolo evento è una manifestazione di Dio, e per tanto dell’Amore. Solo con la fede e la conseguente crescita spirituale si può apprezzare la vita per quella che è, proprio perché in tutte le sue sfaccettature manifesta la volontà di Dio. La vita viene quindi amata in toto, in tutte le sue manifestazioni, e ciò è conseguenza di un aumento progressivo di consapevolezza, che permette di comprendere sempre più in modo completo la realtà.
In altre parole si può affermare che solo la Fede ci permette di guarire da tutti i nostri mali, che sono interiori, cioè delle limitazioni del nostro pensiero. Ma la Fede può aumentare solo in modo proporzionale all’incorporamento dello Spirito nella forma. E’ questi che permette di liberarsi dai pensieri egoici, che hanno la presunzione di essere la fonte del proprio appagamento, in tal modo compiendo un atto di presunzione verso l’Assoluto.
A conclusione di tali ragionamenti, si consiglia di intendere di incorporare la Vera Fede, che è fiducia nell’Assoluto, che permette di comprendere sempre meglio la vera essenza delle cose, che non sta nella pura materialità, cosa su cui ci si focalizza tanto più si è lontani dallo Spirito. Ciò non significa vedere in modo negativo la materialità, ma viverla in modo neutrale, ossia con l’unica emozione pura in cui lo Spirito vive, cioè il Vero Amore.
giovedì 29 gennaio 2009
Ego e Libertà
Ego e Libertà
by Ambro
L’ego è quel guscio che ci protegge dalla Luce o Spirito e rappresenta la nostra personalità o maschera. Il nostro ego, ad esempio, contiene molti pensieri limitanti legati al mondo che ci circonda, ossia degli attaccamenti. Ma in realtà la nostra Anima non giudica il tipo di esperienze vissute dalla forma, perché esse hanno lo scopo di far apprendere nuove lezioni per l'evoluzione dello Spirito incarnato. Per lo Spirito cioè, le nostre esperienze sono un mezzo e non un fine. Gli individui spesso dimenticano questa differenza, e si focalizzano sul mondo materiale, dimenticando che ciò che veramente importante è la propria interiorità.
Per tale motivo l’ego rappresenta il nostro velo di Maya, poiché non ci fa vedere la realtà per come essa è. Lo Spirito infatti non giudica il tipo di esperienza o condizione in cui si trova la forma, e quindi osserva le varie esperienze con equilibrio e neutralità. E’ questa una qualità che si incorpora man mano che si ascende. Il prendersi troppo sul serio, invece, è una caratteristica tipica dell’ego, che non accetta per definizione un qualcosa che contrasti col suo modo di concepire la realtà, o al contrario si esalta quando ciò che avviene conferma e permette di accrescere se stesso. Queste sono proprio le forme di pensiero distorte che un essere in ascensione rilascia. Ciò non porta ad un appiattimento emotivo, ma anzi permette di vivere gli avvenimenti per quelli che sono, cioè delle sfide per mettere alla prova se stessi e per evolvere: in altre parole in tal modo si comprende appieno il gioco della vita.
Un tale lavoro su se stessi porta a sperimentare sempre più la vera libertà. Il libero arbitrio è una facoltà insita nello Spirito, ed è presente a qualsiasi livello, in quanto tutti gli individui hanno almeno una scintilla divina, che permette loro di essere vivi, e di poter crescere ed ascendere. Non bisogna dimenticare, infatti, che il livello a cui ci si trova in un determinato momento è determinato dall’individuo, e dai pensieri che decide di accettare, consciamente o meno. E’ però vero che man mano che si ascende l’imprevedibilità dello Spirito può manifestarsi semprepiù. E’ proprio il vivere la vita con equilibrio, infatti, e la mancanza di paure ed illusioni che portano a manifestare direttamente la propria essenza divina.
Il lavoro di purificazione interiore è totalmente libero, tanto che le anime non vengono giudicate alla fine della loro esperienza nello spazio-tempo, in quanto per lo spirito ciò che conta è fare esperienza ed apprendere nuove lezioni. L’anima, avendo scelto liberamente di incarnarsi si impegna moltissimo e dà tutta se stessa, e questo è ciò che conta per l’Assoluto, indipendentemente dai risultati raggiunti.
L’ego non va quindi giudicato negativamente, in quanto si forma a seguito della caduta di consapevolezza e della mancanza di amore. E’ una protezione naturale che tutti gli individui ergono per preservare la propria integrità. Il suo rilascio infatti dev’essere intrapreso con una parallela crescita spirituale, in modo da non creare dei buchi nei propri corpi eterici, che porterebbero ad essere manipolati dalle entità.
Il processo di autoanalisi porta proprio all’eliminazione graduale dell’ego genetico e biologico, anche se non tutto l’ego può essere eliminato consapevolmente, in quanto è molto difficile da riconoscere. A questo fine si può chiedere il supporto dell’assoluto utilizzando la preghiera del padre nostro ed il Gayatri Mantra. Non deve sorprendere che tali metodi siano complementari(ossia l’autoanalisi e la preghiera) in quanto rappresentano i metodi della Via dell’Emozione e della Via della Devozione. La complementarità delle 4 vie dell’ascensione descritte a partire dall’art. 194, si ha proprio perché il fine di tali vie è sempre lo stesso: avvicinarsi sempre più all’Assoluto.
by Ambro
L’ego è quel guscio che ci protegge dalla Luce o Spirito e rappresenta la nostra personalità o maschera. Il nostro ego, ad esempio, contiene molti pensieri limitanti legati al mondo che ci circonda, ossia degli attaccamenti. Ma in realtà la nostra Anima non giudica il tipo di esperienze vissute dalla forma, perché esse hanno lo scopo di far apprendere nuove lezioni per l'evoluzione dello Spirito incarnato. Per lo Spirito cioè, le nostre esperienze sono un mezzo e non un fine. Gli individui spesso dimenticano questa differenza, e si focalizzano sul mondo materiale, dimenticando che ciò che veramente importante è la propria interiorità.
Per tale motivo l’ego rappresenta il nostro velo di Maya, poiché non ci fa vedere la realtà per come essa è. Lo Spirito infatti non giudica il tipo di esperienza o condizione in cui si trova la forma, e quindi osserva le varie esperienze con equilibrio e neutralità. E’ questa una qualità che si incorpora man mano che si ascende. Il prendersi troppo sul serio, invece, è una caratteristica tipica dell’ego, che non accetta per definizione un qualcosa che contrasti col suo modo di concepire la realtà, o al contrario si esalta quando ciò che avviene conferma e permette di accrescere se stesso. Queste sono proprio le forme di pensiero distorte che un essere in ascensione rilascia. Ciò non porta ad un appiattimento emotivo, ma anzi permette di vivere gli avvenimenti per quelli che sono, cioè delle sfide per mettere alla prova se stessi e per evolvere: in altre parole in tal modo si comprende appieno il gioco della vita.
Un tale lavoro su se stessi porta a sperimentare sempre più la vera libertà. Il libero arbitrio è una facoltà insita nello Spirito, ed è presente a qualsiasi livello, in quanto tutti gli individui hanno almeno una scintilla divina, che permette loro di essere vivi, e di poter crescere ed ascendere. Non bisogna dimenticare, infatti, che il livello a cui ci si trova in un determinato momento è determinato dall’individuo, e dai pensieri che decide di accettare, consciamente o meno. E’ però vero che man mano che si ascende l’imprevedibilità dello Spirito può manifestarsi semprepiù. E’ proprio il vivere la vita con equilibrio, infatti, e la mancanza di paure ed illusioni che portano a manifestare direttamente la propria essenza divina.
Il lavoro di purificazione interiore è totalmente libero, tanto che le anime non vengono giudicate alla fine della loro esperienza nello spazio-tempo, in quanto per lo spirito ciò che conta è fare esperienza ed apprendere nuove lezioni. L’anima, avendo scelto liberamente di incarnarsi si impegna moltissimo e dà tutta se stessa, e questo è ciò che conta per l’Assoluto, indipendentemente dai risultati raggiunti.
L’ego non va quindi giudicato negativamente, in quanto si forma a seguito della caduta di consapevolezza e della mancanza di amore. E’ una protezione naturale che tutti gli individui ergono per preservare la propria integrità. Il suo rilascio infatti dev’essere intrapreso con una parallela crescita spirituale, in modo da non creare dei buchi nei propri corpi eterici, che porterebbero ad essere manipolati dalle entità.
Il processo di autoanalisi porta proprio all’eliminazione graduale dell’ego genetico e biologico, anche se non tutto l’ego può essere eliminato consapevolmente, in quanto è molto difficile da riconoscere. A questo fine si può chiedere il supporto dell’assoluto utilizzando la preghiera del padre nostro ed il Gayatri Mantra. Non deve sorprendere che tali metodi siano complementari(ossia l’autoanalisi e la preghiera) in quanto rappresentano i metodi della Via dell’Emozione e della Via della Devozione. La complementarità delle 4 vie dell’ascensione descritte a partire dall’art. 194, si ha proprio perché il fine di tali vie è sempre lo stesso: avvicinarsi sempre più all’Assoluto.
venerdì 23 gennaio 2009
Saggezza e Sapienza
Saggezza e Sapienza
by Ambro
In questo articolo si mediterà sul rapporto tra saggezza e sapienza, e su come questi due aspetti debbano essere integrati, in quanto solo con la loro unificazione si può essere un vero ricercatore spirituale, ed avere quindi una comprensione della vita e del suo funzionamento sempre più completa. La comprensione di un ricercatore non è la Verità Assoluta, cosa che solo Dio può conoscere, ma è un’attività ed un’indagine continua.
L’epoca moderna e l’avvento delle tecnologie, collegati al basso livello di consapevolezza a cui si trovano gli umani tutt’ora, hanno portato ad un utilizzo sempre meno frequente del cervello. Ciò fa si che la maggiorparte degli individui non rifletta né sui propri pensieri, né tantomeno sulla realtà che ci circonda, accumulando passivamente pensieri ricevuti dall’esterno. L’ascensione, o evoluzione spirituale, di cui si parla approfonditamente nel sito http://www.ascensione.com/, consiste in un'elevazione giorno per giorno della propria consapevolezza. Tale evoluzione può essere ottenuta solo con una forte volontà(o intento) e con l’utilizzo sempre più frequente della mente, costruendosi gradualmente una propria verità sulla realtà interiore ed esteriore.
Ciò significa cioè riflettere sui propri pensieri, per renderli sempre più puri, rilasciando volta per volta le distorsioni di pensiero che si hanno in sé e indagare sulla realtà che ci circonda. Questi due ambiti in cui il ragionamento è utilizzato portano alla saggezza e alla sapienza. La prima è, per uno spirito incarnato, il rendere sempre più puro l’approccio verso la realtà; la seconda consiste invece nell’accumulo di conoscenza sulla realtà esteriore.
Il processo di purificazione dell’approccio alla realtà, che viene anche chiamato autoanalisi, consiste appunto nell’analisi dei propri pensieri per scandagliare e rilasciare quelli distorti. Qui si utilizza il ragionamento integrato con l’emozione, in quanto solo unificando tali due approcci si può riconoscere un pensiero limitante, ossia impuro dal punto di vista mentale(rigidità di pensiero) e dal punto di vista emotivo(emozione distorta, cioè non corrispondente al vero amore, unica emozione neutrale che l’anima conosce).
L’accumulo della conoscenza esteriore si ottiene invece con una continua riflessione sul mondo che ci circonda, e ciò può avvenire, per un umano, solo tramite uno strumento: la logica. E’ solo con l’utilizzo di ragionamenti consequenziali e collegati, infatti, che si può andare sempre più a fondo ed analizzare una realtà che non si conosce. Per apprendere veramente come funziona la realtà non basta cioè memorizzare delle informazioni esterne, ma tali informazioni vanno fatte proprie e collegate logicamente con un proprio ragionamento. D'altra parte è proprio con la logica che Dio creò tutto ciò che esiste, quindi una comprensione completa della realtà deve per definizione contemplare questo strumento.
L’ascensione, quindi, consiste nel riappropriarci sempre più delle capacità interiori dell’essere umano, e nel loro utilizzo attivo per rendere sempre più pura la nostra comprensione mentale ed emotiva. Una comprensione completa infatti non esclude nessuno dei due ambiti citati. La saggezza, migliorando semprepiù l’approccio verso la realtà ed il comportamento umano, è quella che porta nel concreto sempre più benessere nella vita di tutti i giorni. La sapienza, invece, è di certo meno importante per quanto riguarda la vita pratica di un individuo, ma può essere senz’altro uno spunto per procedere con la propria crescita, in quanto con una comprensione sempre più approfondita della realtà si conosce sempre più a fondo l’importanza che l’evoluzione spirituale ha per le anime incarnate, il cui scopo è proprio ritornare, tramite l’esperienza emotiva, alla purezza originaria.
Un ricercatore quindi sceglie di non ricevere ed accettare passivamente ciò che viene proposto, e si assume sempre più la responsabilità dei propri pensieri e della verità in cui crede. Bisogna a questo punto fare una distinzione tra accettazione passiva ed accettazione attiva di un pensiero altrui. Con l’accettazione attiva, si riflette su un pensiero che viene proposto, e lo si accetta perché lo si è reputato corretto e in sintonia con la propria verità. Questa è una forma pura di accettazione. L’accettazione passiva, invece, si attua non riflettendo su ciò che ci viene proposto come pensiero, e facendolo proprio inconsciamente. Ciò si verifica ad esempio da bambini, in cui si è meno portati a pensare con la propria testa, e si tende maggiormente ad uniformarsi ai pensieri che ci propongono i familiari o gli individui a contatto con noi. Man mano che si ascende, aumenteranno quindi sempre più i pensieri consci e fatti propri in modo attivo, ma soprattutto saranno sempre più puri ed equilibrati.
Si consiglia, nel caso si voglia intraprendere un percorso di crescita spirituale, di intendere di rilasciare tutti i pensieri limitanti ed inconsci, le connesse cariche emotive e di incorporare i pensieri puri di saggezza e di sapienza. Si può chiedere a questo fine il supporto della Madre Terra, del regno angelico, della propria anima e di Dio/Dea.
by Ambro
In questo articolo si mediterà sul rapporto tra saggezza e sapienza, e su come questi due aspetti debbano essere integrati, in quanto solo con la loro unificazione si può essere un vero ricercatore spirituale, ed avere quindi una comprensione della vita e del suo funzionamento sempre più completa. La comprensione di un ricercatore non è la Verità Assoluta, cosa che solo Dio può conoscere, ma è un’attività ed un’indagine continua.
L’epoca moderna e l’avvento delle tecnologie, collegati al basso livello di consapevolezza a cui si trovano gli umani tutt’ora, hanno portato ad un utilizzo sempre meno frequente del cervello. Ciò fa si che la maggiorparte degli individui non rifletta né sui propri pensieri, né tantomeno sulla realtà che ci circonda, accumulando passivamente pensieri ricevuti dall’esterno. L’ascensione, o evoluzione spirituale, di cui si parla approfonditamente nel sito http://www.ascensione.com/, consiste in un'elevazione giorno per giorno della propria consapevolezza. Tale evoluzione può essere ottenuta solo con una forte volontà(o intento) e con l’utilizzo sempre più frequente della mente, costruendosi gradualmente una propria verità sulla realtà interiore ed esteriore.
Ciò significa cioè riflettere sui propri pensieri, per renderli sempre più puri, rilasciando volta per volta le distorsioni di pensiero che si hanno in sé e indagare sulla realtà che ci circonda. Questi due ambiti in cui il ragionamento è utilizzato portano alla saggezza e alla sapienza. La prima è, per uno spirito incarnato, il rendere sempre più puro l’approccio verso la realtà; la seconda consiste invece nell’accumulo di conoscenza sulla realtà esteriore.
Il processo di purificazione dell’approccio alla realtà, che viene anche chiamato autoanalisi, consiste appunto nell’analisi dei propri pensieri per scandagliare e rilasciare quelli distorti. Qui si utilizza il ragionamento integrato con l’emozione, in quanto solo unificando tali due approcci si può riconoscere un pensiero limitante, ossia impuro dal punto di vista mentale(rigidità di pensiero) e dal punto di vista emotivo(emozione distorta, cioè non corrispondente al vero amore, unica emozione neutrale che l’anima conosce).
L’accumulo della conoscenza esteriore si ottiene invece con una continua riflessione sul mondo che ci circonda, e ciò può avvenire, per un umano, solo tramite uno strumento: la logica. E’ solo con l’utilizzo di ragionamenti consequenziali e collegati, infatti, che si può andare sempre più a fondo ed analizzare una realtà che non si conosce. Per apprendere veramente come funziona la realtà non basta cioè memorizzare delle informazioni esterne, ma tali informazioni vanno fatte proprie e collegate logicamente con un proprio ragionamento. D'altra parte è proprio con la logica che Dio creò tutto ciò che esiste, quindi una comprensione completa della realtà deve per definizione contemplare questo strumento.
L’ascensione, quindi, consiste nel riappropriarci sempre più delle capacità interiori dell’essere umano, e nel loro utilizzo attivo per rendere sempre più pura la nostra comprensione mentale ed emotiva. Una comprensione completa infatti non esclude nessuno dei due ambiti citati. La saggezza, migliorando semprepiù l’approccio verso la realtà ed il comportamento umano, è quella che porta nel concreto sempre più benessere nella vita di tutti i giorni. La sapienza, invece, è di certo meno importante per quanto riguarda la vita pratica di un individuo, ma può essere senz’altro uno spunto per procedere con la propria crescita, in quanto con una comprensione sempre più approfondita della realtà si conosce sempre più a fondo l’importanza che l’evoluzione spirituale ha per le anime incarnate, il cui scopo è proprio ritornare, tramite l’esperienza emotiva, alla purezza originaria.
Un ricercatore quindi sceglie di non ricevere ed accettare passivamente ciò che viene proposto, e si assume sempre più la responsabilità dei propri pensieri e della verità in cui crede. Bisogna a questo punto fare una distinzione tra accettazione passiva ed accettazione attiva di un pensiero altrui. Con l’accettazione attiva, si riflette su un pensiero che viene proposto, e lo si accetta perché lo si è reputato corretto e in sintonia con la propria verità. Questa è una forma pura di accettazione. L’accettazione passiva, invece, si attua non riflettendo su ciò che ci viene proposto come pensiero, e facendolo proprio inconsciamente. Ciò si verifica ad esempio da bambini, in cui si è meno portati a pensare con la propria testa, e si tende maggiormente ad uniformarsi ai pensieri che ci propongono i familiari o gli individui a contatto con noi. Man mano che si ascende, aumenteranno quindi sempre più i pensieri consci e fatti propri in modo attivo, ma soprattutto saranno sempre più puri ed equilibrati.
Si consiglia, nel caso si voglia intraprendere un percorso di crescita spirituale, di intendere di rilasciare tutti i pensieri limitanti ed inconsci, le connesse cariche emotive e di incorporare i pensieri puri di saggezza e di sapienza. Si può chiedere a questo fine il supporto della Madre Terra, del regno angelico, della propria anima e di Dio/Dea.
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martedì 30 settembre 2008
Assecondare il cambiamento
Assecondare il cambiamento di Pierluigi Paoletti - 29 settembre 2008 - http://www.centrofondi.it/ visto su http://www.disinformazione.it/
Le parole che Bush ha pronunciato alla nazione http://tv.repubblica.it/copertina/mutui-bush-parla-al-paese/24465?video non lasciano spazio a dubbi, la situazione è davvero critica. Ad avvalorare questo quadro oggi la notizia che il debito pubblico americano ha superato il PIL (15.000 mld di $ contro i 14.300 del PIL) http://www.corriere.it/esteri/08_settembre_26/usa_il_debito_pubblico_supera_il_pil_fe64177e-8b88-11dd-9547-00144f02aabc.shtml
Ecco che in un balzo gli Usa hanno quasi raggiunto l’Italia nel rapporto debito/Pil e allora ci ritorna a mente che nel lontano ottobre del 2006 abbiamo scritto un report dal titolo ironico- per allora- Sensazionale: Centrofondi declassa gli USA http://www.centrofondi.it/report/report_10_02_06.pdf Il fatto è che lo vogliamo o no, Bush ha ufficializzato il crollo del vecchio sistema basato sul debito pubblico e privato - le famiglie americane sono indebitate per il 140% del loro reddito, 160% quelle inglesi, 100% quelle tedesche ecc. – avvalorando il quadro di insostenibilità strutturale del sistema che ormai da molto tempo descriviamo in questi report.
La crisi di oggi, lo abbiamo ripetuto sino alla noia, non è una crisi come quelle che abbiamo passato nel corso degli anni, questa è la crisi di un sistema in agonia, che lascerà il posto ad un altro nuovo. Un grande cambiamento forse di portata maggiore di quello che avvenne nel passaggio dall’era agricola a quella industriale, un passaggio che, se viene ben interpretato, non causerà danni rilevanti, se invece viene sottovalutato causerà molto dolore. Abbiamo davanti una scelta a cui non possiamo sottrarci, lasciare che il crollo faccia il suo corso, oppure iniziare a costruire una valida alternativa?
Sino ad oggi siamo stati come un popolo adolescente che è stato portato per mano da chi è stato delegato a compiere scelte in suo nome. La lettura degli eventi storico-economici ci porta a dire, senza temere smentite, che le scelte sono state tutte prese senza avere considerazione alcuna del mandato che i nostri delegati avevano ricevuto dal popolo, ma anzi si è utilizzato il potere per avvantaggiare lobbies, centri di potere occulti e cricche di loschi figuri, prendendosi gioco di quel popolo adolescente.
Oggi, con la dichiarazione ufficiale del fallimento di questo sistema da parte di una persona che incarna perfettamente quello che abbiamo detto sopra, ma che è pur sempre il presidente del paese più potente del mondo, ci viene data l’opportunità di scegliere se compiere il salto di qualità e diventare un popolo adulto oppure continuare ad essere in balia delle scelte che altri prendono per noi.
Il cambiamento in atto, mascherato da crollo del sistema, in sé non è drammatico se lo vediamo come il crollo di un’illusione che ci impediva di vedere il mare di abbondanza, come abbiamo visto nell’ultimo report, in cui siamo immersi e che ci veniva volutamente occultato. Diventerà pesante e doloroso invece se ci aggrapperemo a questa illusione e ci lasceremo travolgere dalle emozioni negative che inevitabilmente il suo crollo porta con sé. Diventare un popolo adulto, e qui con popolo non intendiamo solo quello italiano, ma tutta la popolazione mondiale che sino ad oggi è stata prigioniera di questo incubo, significa prendere coscienza dei meccanismi che hanno alimentato l’inganno, comprendere che un altro mondo è possibile e fare le scelte conseguenti.
A volte è doloroso capire di essere stati raggirati e indotti a comportamenti che non ci appartengono attraverso la manipolazione o la propaganda, ma questo è un passaggio indispensabile per il processo di crescita. Capire ad esempio il meccanismo della crescita del debito, dei problemi connessi alla creazione monetaria, alla manipolazione mediatica sui vari trattati europei, alla consapevolezza della “disgregazione” della nostra economia messa in atto scientificamente per aumentare la dipendenza e l’impossibilità di liberarsi da questa schiavitù mascherata da democrazia è alla base per poter fare delle scelte consapevoli e accompagnare il cambiamento in atto.
Altrettanto fondamentale è capire che gli “altri” siano essi terroni, musulmani, yankee, negri, musi gialli, rom, rumeni e così via, sono solo delle vittime come noi e non sono nemici, ma compagni di un percorso di crescita che necessariamente dovremo fare insieme. Dall’analisi lucida e fredda dei reali meccanismi che sostengono la scenografia dell’attuale illusione e dramma, si passa alle scelte che portano le persone a scegliere attivamente quale tipo di vita vivere, sapendo cosa produce e quali squilibri porta il meccanismo del debito agganciato alla creazione monetaria si sceglierà di adottare una moneta che non abbia queste caratteristiche negative, conseguentemente si porranno le basi per un’economia che non abbia in sé la struttura della sopraffazione e si ricostruirà il tessuto economico distrutto dal debito e dalla avidità. Si ricostruiranno le economie locali a partire dall’agricoltura e si getteranno le basi per una collaborazione paritaria e leale tra persone, imprese, comunità, stati ecc. dove tutti si sosterranno a vicenda e non avendo le enormi spese richieste dall’imponente macchina militare, sanitaria (un altro baluardo dell’inganno attuale) e del debito, ci saranno risorse in abbondanza per tutti senza sfruttare persone ed il pianeta.
Altro invece è resistere al cambiamento e aggrapparsi a questo mondo di cartapesta che crolla. La paura dell’ignoto, il terrore di affrontare le privazioni che la caduta di questo sistema porterà inevitabilmente con sé e la rabbia per l’impotenza di dover subire questa situazione, non potranno che avvantaggiare solo gli artefici di questo stato di cose, che sfrutteranno la paralisi prodotta da queste emozioni per costruire un’alternativa che riproponga in sé tutti gli elementi del vecchio, mascherandoli con una scenografia nuova e accattivante, ma che non altera la struttura: cambiare tutto per non cambiare niente.In pratica quello che è avvenuto in passato con le grandi rivoluzioni, dove il potere è rimasto saldamente nelle solite mani.
Inutile dire che questo atteggiamento porta solo dolore, sofferenza, schiavitù ed il perpetuarsi di quegli squilibri che hanno portato alla situazione attuale e come conseguenza si è destinati a rimanere per sempre un popolo bambino senza voce in capitolo. Ovviamente in questa “illusione” ci stiamo ancora immersi fino al collo perché si ha un mutuo per la casa, si è pensionato o si lavora in un’azienda che vede i suoi margini ridursi di giorno in giorno e per questo non è possibile saltare dal treno impazzito in corsa. Quello che dobbiamo fare è semplicemente renderci conto di ciò che sta accadendo al di là del rumore di fondo fatto dai media, filtrare ogni notizia con il proprio discernimento, occuparsi di reperire informazioni nella rete e soprattutto di non cedere a paura, terrore e rabbia che come abbiamo visto sono le migliori alleate del potere. Rimanere con i piedi ben saldi e attuare quelle piccole contromisure per i nostri risparmi che, nei nostri report e nella mailing list di centrofondi, abbiamo tante volte detto.
Nel frattempo possiamo iniziare a ricostruire il tessuto economico, la comunità, attraverso l’uso di una moneta complementare come quella della Solidarietà ChE Cammina SCEC che, come Transition Money http://www.centrofondi.it/report/report_05_02_07.pdf aiuta a superare questa fase di transizione e prepara il terreno per il nuovo che verrà presto. La circolazione di questa moneta libera dal debito porta solo vantaggi a tutti e permette di affrontare con il sorriso gli eventi futuri. I piani aziendali ad essa collegati, per l’agricoltura e per le altre imprese, aiuteranno a far intravedere un altro modo di fare economia.
Un esempio tangibile sono le notizie che arrivano continuamente dalle “isole” che fanno parte di ArcipelagoSCEC: in Calabria due scuole, l’Istituto Agrario e il Turistico Alberghiero di Crotone hanno deliberato di portare avanti, sia dal punto di vista teorico che pratico, in un percorso formativo per gli studenti, il progetto Il Sapore del Cuore http://www.centrofondi.it/articoli/Progetto_Buoni_Locali.pdf . Questa sera invece a Padova in Veneto http://www.centrostudisalute.org/seratescec.htm ci sarà la costituzione di ArcipelagoVeneto, mentre a Roma è stato chiuso un accordo tra un consorzio di produttori agricoli e un grossista di latte per ristoranti, bar, gelaterie ecc. per la fornitura di latte da pagare con una percentuale di SCEC e a Napoli si sta lavorando per l’apertura di vari SCECPoint Market.
Il prossimo 25 e 26 ottobre a Riccione è in preparazione l’8berSCEC http://www.centrofondi.it/articoli/8berscec.pdf il primo meeting nazionale dove l’ormai numeroso e sempre in crescita gruppo di ArcipelagoSCEC potrà ritrovarsi, conoscersi meglio e parlare di come aiutarsi reciprocamente a traghettare questo periodo insieme al meglio e senza drammi. Questo è l’esempio su come si possa affrontare il cambiamento in atto senza traumi, ma assecondandolo facendo cultura, preparando i futuri imprenditori, le persone, le famiglie e le imprese, alla solidarietà e al futuro che tutti insieme costruiremo, che sarà sicuramente meglio, e più equo, di quello che abbiamo sperimentato sino ad oggi.
That’s all folks
Le parole che Bush ha pronunciato alla nazione http://tv.repubblica.it/copertina/mutui-bush-parla-al-paese/24465?video non lasciano spazio a dubbi, la situazione è davvero critica. Ad avvalorare questo quadro oggi la notizia che il debito pubblico americano ha superato il PIL (15.000 mld di $ contro i 14.300 del PIL) http://www.corriere.it/esteri/08_settembre_26/usa_il_debito_pubblico_supera_il_pil_fe64177e-8b88-11dd-9547-00144f02aabc.shtml
Ecco che in un balzo gli Usa hanno quasi raggiunto l’Italia nel rapporto debito/Pil e allora ci ritorna a mente che nel lontano ottobre del 2006 abbiamo scritto un report dal titolo ironico- per allora- Sensazionale: Centrofondi declassa gli USA http://www.centrofondi.it/report/report_10_02_06.pdf Il fatto è che lo vogliamo o no, Bush ha ufficializzato il crollo del vecchio sistema basato sul debito pubblico e privato - le famiglie americane sono indebitate per il 140% del loro reddito, 160% quelle inglesi, 100% quelle tedesche ecc. – avvalorando il quadro di insostenibilità strutturale del sistema che ormai da molto tempo descriviamo in questi report.
La crisi di oggi, lo abbiamo ripetuto sino alla noia, non è una crisi come quelle che abbiamo passato nel corso degli anni, questa è la crisi di un sistema in agonia, che lascerà il posto ad un altro nuovo. Un grande cambiamento forse di portata maggiore di quello che avvenne nel passaggio dall’era agricola a quella industriale, un passaggio che, se viene ben interpretato, non causerà danni rilevanti, se invece viene sottovalutato causerà molto dolore. Abbiamo davanti una scelta a cui non possiamo sottrarci, lasciare che il crollo faccia il suo corso, oppure iniziare a costruire una valida alternativa?
Sino ad oggi siamo stati come un popolo adolescente che è stato portato per mano da chi è stato delegato a compiere scelte in suo nome. La lettura degli eventi storico-economici ci porta a dire, senza temere smentite, che le scelte sono state tutte prese senza avere considerazione alcuna del mandato che i nostri delegati avevano ricevuto dal popolo, ma anzi si è utilizzato il potere per avvantaggiare lobbies, centri di potere occulti e cricche di loschi figuri, prendendosi gioco di quel popolo adolescente.
Oggi, con la dichiarazione ufficiale del fallimento di questo sistema da parte di una persona che incarna perfettamente quello che abbiamo detto sopra, ma che è pur sempre il presidente del paese più potente del mondo, ci viene data l’opportunità di scegliere se compiere il salto di qualità e diventare un popolo adulto oppure continuare ad essere in balia delle scelte che altri prendono per noi.
Il cambiamento in atto, mascherato da crollo del sistema, in sé non è drammatico se lo vediamo come il crollo di un’illusione che ci impediva di vedere il mare di abbondanza, come abbiamo visto nell’ultimo report, in cui siamo immersi e che ci veniva volutamente occultato. Diventerà pesante e doloroso invece se ci aggrapperemo a questa illusione e ci lasceremo travolgere dalle emozioni negative che inevitabilmente il suo crollo porta con sé. Diventare un popolo adulto, e qui con popolo non intendiamo solo quello italiano, ma tutta la popolazione mondiale che sino ad oggi è stata prigioniera di questo incubo, significa prendere coscienza dei meccanismi che hanno alimentato l’inganno, comprendere che un altro mondo è possibile e fare le scelte conseguenti.
A volte è doloroso capire di essere stati raggirati e indotti a comportamenti che non ci appartengono attraverso la manipolazione o la propaganda, ma questo è un passaggio indispensabile per il processo di crescita. Capire ad esempio il meccanismo della crescita del debito, dei problemi connessi alla creazione monetaria, alla manipolazione mediatica sui vari trattati europei, alla consapevolezza della “disgregazione” della nostra economia messa in atto scientificamente per aumentare la dipendenza e l’impossibilità di liberarsi da questa schiavitù mascherata da democrazia è alla base per poter fare delle scelte consapevoli e accompagnare il cambiamento in atto.
Altrettanto fondamentale è capire che gli “altri” siano essi terroni, musulmani, yankee, negri, musi gialli, rom, rumeni e così via, sono solo delle vittime come noi e non sono nemici, ma compagni di un percorso di crescita che necessariamente dovremo fare insieme. Dall’analisi lucida e fredda dei reali meccanismi che sostengono la scenografia dell’attuale illusione e dramma, si passa alle scelte che portano le persone a scegliere attivamente quale tipo di vita vivere, sapendo cosa produce e quali squilibri porta il meccanismo del debito agganciato alla creazione monetaria si sceglierà di adottare una moneta che non abbia queste caratteristiche negative, conseguentemente si porranno le basi per un’economia che non abbia in sé la struttura della sopraffazione e si ricostruirà il tessuto economico distrutto dal debito e dalla avidità. Si ricostruiranno le economie locali a partire dall’agricoltura e si getteranno le basi per una collaborazione paritaria e leale tra persone, imprese, comunità, stati ecc. dove tutti si sosterranno a vicenda e non avendo le enormi spese richieste dall’imponente macchina militare, sanitaria (un altro baluardo dell’inganno attuale) e del debito, ci saranno risorse in abbondanza per tutti senza sfruttare persone ed il pianeta.
Altro invece è resistere al cambiamento e aggrapparsi a questo mondo di cartapesta che crolla. La paura dell’ignoto, il terrore di affrontare le privazioni che la caduta di questo sistema porterà inevitabilmente con sé e la rabbia per l’impotenza di dover subire questa situazione, non potranno che avvantaggiare solo gli artefici di questo stato di cose, che sfrutteranno la paralisi prodotta da queste emozioni per costruire un’alternativa che riproponga in sé tutti gli elementi del vecchio, mascherandoli con una scenografia nuova e accattivante, ma che non altera la struttura: cambiare tutto per non cambiare niente.In pratica quello che è avvenuto in passato con le grandi rivoluzioni, dove il potere è rimasto saldamente nelle solite mani.
Inutile dire che questo atteggiamento porta solo dolore, sofferenza, schiavitù ed il perpetuarsi di quegli squilibri che hanno portato alla situazione attuale e come conseguenza si è destinati a rimanere per sempre un popolo bambino senza voce in capitolo. Ovviamente in questa “illusione” ci stiamo ancora immersi fino al collo perché si ha un mutuo per la casa, si è pensionato o si lavora in un’azienda che vede i suoi margini ridursi di giorno in giorno e per questo non è possibile saltare dal treno impazzito in corsa. Quello che dobbiamo fare è semplicemente renderci conto di ciò che sta accadendo al di là del rumore di fondo fatto dai media, filtrare ogni notizia con il proprio discernimento, occuparsi di reperire informazioni nella rete e soprattutto di non cedere a paura, terrore e rabbia che come abbiamo visto sono le migliori alleate del potere. Rimanere con i piedi ben saldi e attuare quelle piccole contromisure per i nostri risparmi che, nei nostri report e nella mailing list di centrofondi, abbiamo tante volte detto.
Nel frattempo possiamo iniziare a ricostruire il tessuto economico, la comunità, attraverso l’uso di una moneta complementare come quella della Solidarietà ChE Cammina SCEC che, come Transition Money http://www.centrofondi.it/report/report_05_02_07.pdf aiuta a superare questa fase di transizione e prepara il terreno per il nuovo che verrà presto. La circolazione di questa moneta libera dal debito porta solo vantaggi a tutti e permette di affrontare con il sorriso gli eventi futuri. I piani aziendali ad essa collegati, per l’agricoltura e per le altre imprese, aiuteranno a far intravedere un altro modo di fare economia.
Un esempio tangibile sono le notizie che arrivano continuamente dalle “isole” che fanno parte di ArcipelagoSCEC: in Calabria due scuole, l’Istituto Agrario e il Turistico Alberghiero di Crotone hanno deliberato di portare avanti, sia dal punto di vista teorico che pratico, in un percorso formativo per gli studenti, il progetto Il Sapore del Cuore http://www.centrofondi.it/articoli/Progetto_Buoni_Locali.pdf . Questa sera invece a Padova in Veneto http://www.centrostudisalute.org/seratescec.htm ci sarà la costituzione di ArcipelagoVeneto, mentre a Roma è stato chiuso un accordo tra un consorzio di produttori agricoli e un grossista di latte per ristoranti, bar, gelaterie ecc. per la fornitura di latte da pagare con una percentuale di SCEC e a Napoli si sta lavorando per l’apertura di vari SCECPoint Market.
Il prossimo 25 e 26 ottobre a Riccione è in preparazione l’8berSCEC http://www.centrofondi.it/articoli/8berscec.pdf il primo meeting nazionale dove l’ormai numeroso e sempre in crescita gruppo di ArcipelagoSCEC potrà ritrovarsi, conoscersi meglio e parlare di come aiutarsi reciprocamente a traghettare questo periodo insieme al meglio e senza drammi. Questo è l’esempio su come si possa affrontare il cambiamento in atto senza traumi, ma assecondandolo facendo cultura, preparando i futuri imprenditori, le persone, le famiglie e le imprese, alla solidarietà e al futuro che tutti insieme costruiremo, che sarà sicuramente meglio, e più equo, di quello che abbiamo sperimentato sino ad oggi.
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