Ego e Libertà
by Ambro
L’ego è quel guscio che ci protegge dalla Luce o Spirito e rappresenta la nostra personalità o maschera. Il nostro ego, ad esempio, contiene molti pensieri limitanti legati al mondo che ci circonda, ossia degli attaccamenti. Ma in realtà la nostra Anima non giudica il tipo di esperienze vissute dalla forma, perché esse hanno lo scopo di far apprendere nuove lezioni per l'evoluzione dello Spirito incarnato. Per lo Spirito cioè, le nostre esperienze sono un mezzo e non un fine. Gli individui spesso dimenticano questa differenza, e si focalizzano sul mondo materiale, dimenticando che ciò che veramente importante è la propria interiorità.
Per tale motivo l’ego rappresenta il nostro velo di Maya, poiché non ci fa vedere la realtà per come essa è. Lo Spirito infatti non giudica il tipo di esperienza o condizione in cui si trova la forma, e quindi osserva le varie esperienze con equilibrio e neutralità. E’ questa una qualità che si incorpora man mano che si ascende. Il prendersi troppo sul serio, invece, è una caratteristica tipica dell’ego, che non accetta per definizione un qualcosa che contrasti col suo modo di concepire la realtà, o al contrario si esalta quando ciò che avviene conferma e permette di accrescere se stesso. Queste sono proprio le forme di pensiero distorte che un essere in ascensione rilascia. Ciò non porta ad un appiattimento emotivo, ma anzi permette di vivere gli avvenimenti per quelli che sono, cioè delle sfide per mettere alla prova se stessi e per evolvere: in altre parole in tal modo si comprende appieno il gioco della vita.
Un tale lavoro su se stessi porta a sperimentare sempre più la vera libertà. Il libero arbitrio è una facoltà insita nello Spirito, ed è presente a qualsiasi livello, in quanto tutti gli individui hanno almeno una scintilla divina, che permette loro di essere vivi, e di poter crescere ed ascendere. Non bisogna dimenticare, infatti, che il livello a cui ci si trova in un determinato momento è determinato dall’individuo, e dai pensieri che decide di accettare, consciamente o meno. E’ però vero che man mano che si ascende l’imprevedibilità dello Spirito può manifestarsi semprepiù. E’ proprio il vivere la vita con equilibrio, infatti, e la mancanza di paure ed illusioni che portano a manifestare direttamente la propria essenza divina.
Il lavoro di purificazione interiore è totalmente libero, tanto che le anime non vengono giudicate alla fine della loro esperienza nello spazio-tempo, in quanto per lo spirito ciò che conta è fare esperienza ed apprendere nuove lezioni. L’anima, avendo scelto liberamente di incarnarsi si impegna moltissimo e dà tutta se stessa, e questo è ciò che conta per l’Assoluto, indipendentemente dai risultati raggiunti.
L’ego non va quindi giudicato negativamente, in quanto si forma a seguito della caduta di consapevolezza e della mancanza di amore. E’ una protezione naturale che tutti gli individui ergono per preservare la propria integrità. Il suo rilascio infatti dev’essere intrapreso con una parallela crescita spirituale, in modo da non creare dei buchi nei propri corpi eterici, che porterebbero ad essere manipolati dalle entità.
Il processo di autoanalisi porta proprio all’eliminazione graduale dell’ego genetico e biologico, anche se non tutto l’ego può essere eliminato consapevolmente, in quanto è molto difficile da riconoscere. A questo fine si può chiedere il supporto dell’assoluto utilizzando la preghiera del padre nostro ed il Gayatri Mantra. Non deve sorprendere che tali metodi siano complementari(ossia l’autoanalisi e la preghiera) in quanto rappresentano i metodi della Via dell’Emozione e della Via della Devozione. La complementarità delle 4 vie dell’ascensione descritte a partire dall’art. 194, si ha proprio perché il fine di tali vie è sempre lo stesso: avvicinarsi sempre più all’Assoluto.
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