DOSSIER Il Signoraggio spiegato da Eugenio Benetazzo
Tratto da: http://www.politicaoggi.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=80&pop=1&page=0&Itemid=31
Vorrei aiutare chi è a casa a comprendere con maggiore semplicità la tematica del signoraggio perché, magari, espressa attraverso termini contabili o legali, può risultare spesso di difficile comprensione.
Inquadriamo nella fattispecie il comportamento della banca nazionale, al di fuori di quella italiana. Cioè, che cosa dovrebbe fare una banca nazionale all’interno di ogni stato. Innanzitutto, dal punto di vita della forma giuridica, essa dovrebbe essere un cosiddetto ente pubblico. Cioè un soggetto giuridico che appartiene alla totalità, alla comunità. Secondo punto: qual è il ruolo della banca nazionale? E’ emettere moneta in nome e per conto di quello stato, o meglio ancora, del popolo di quello stato. Consegnare (la quantità di moneta stampata) al ministero del tesoro dello stesso stato.
Il quale, poi, la distribuisce a pioggia attraverso i trasferimenti tra enti comuni o per pagare e supportare l’amministrazione statale. Questo è quello che (la banca nazionale) dovrebbe fare in termini classici. Nel pieno rispetto della sovranità nazionale di un paese. Che cosa invece avviene, per esempio nel nostro caso (quello italiano), oppure anche in altri paesi? Succede che l’istituto (di credito) nazionale si trasforma in banca centrale, la quale non è un istituto di diritto pubblico ma è una società per azioni con finalità di lucro. I suoi soci, quindi, non sono legati e soggetti ad un controllo di natura pubblica, in quanto sono soggetti (giuridici) di natura privata. E il fine principale della banca centrale è tutelare gli interessi dei suoi azionisti, ovvero i detentori del controllo del pacchetto azionario. Quindi fare gli interessi di questa élite bancaria. Inoltre, come se non bastasse, stampare, in nome proprio (quindi non in nome e per conto del popolo italiano), le banconote; prestarle, e non consegnarle senza alcuna contropartita, al ministero del tesoro e richiedere in cambio un interesse su questo prestito. In buona sostanza, è come se la banca d’italia prendesse dei pezzi di carta, li colorasse con una stampante, assegnasse (a questi pezzi di carta) arbitrariamente un valore, andasse presso il ministero del tesoro italiano e dicesse: “Questi sono 100.000.000 di euro, bene, adesso dammi beni in cambio, a garanzia, che valgono 100.000.000 di euro e in più pagami gli interessi per questo prestito cartaceo” (Questo non è altro che il tasso ufficiale di sconto). Facciamo qualche esempio. Questa è una banconota risalente al ventennio fascista (fronte/retro).
Banconota emessa nel 1940/42. Nel sigillo notiamo le scritte “Italia” e “Ministero del tesoro”. Dietro, c’è scritto “La legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di biglietti falsi”. Quindi, questo è un biglietto di una lira italiana, emesso oltre 60 anni fa, in cui già allora compariva la titolarità della proprietà, ovvero, questo biglietto era emesso dal ministero del tesoro, in nome e per conto del popolo italiano. Andiamo a circa 25 anni fa. Questi sono i cosiddetti “cinquecento lire alati”, con il mercurio alato (fronte/retro).
In alto, potete leggere la scritta “Repubblica Italiana”. Cioè questo è un biglietto di stato a corso legale che ha un imprinting decisivo. Ci dice che questo biglietto è stato emesso in nome e per conto del popolo italiano. Facciamo un passo successivo e analizziamo il biglietto di 1000 lire con Giuseppe Verdi (fronte/retro).
E qui già qualcosa cambia. Perché da “Repubblica Italiana” passiamo a “Banca d’Italia”. Cioè abbiamo una vera e propria usurpazione di potere in termini di sovranità nazionale nell’emissione della moneta, in virtù della quale un soggetto si appropria di questo potere con le conseguenti ripercussioni di natura economica e sociale che da ciò scaturiscono. Un ultimo dettaglio. Gli euro vengono stampati in Malesia ma anche nelle Filippine. Questa è una banconota dello Stato delle Filippine (fronte).
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento